Mudcake al cioccolato | TeaParty con Cotton Friday

Il week end scorso mi ha insegnato l’arte della gratitudine. Fermarsi ogni sera a pensare a quanto di bello è accaduto durante la giornata. Accogliere il buono e custodirlo gelosamente come terapia per le giornate “No”.

Ho preparato questa torta al cioccolato per il Cotton Tea Party, un piccolo evento organizzato dal team tutto al femminile di Cotton Friday, associazione che promuove la creatività in ogni sua forma. L’intera discografia di Levante in sottofondo (e sono onesta se dico che la musica non l’ho scelta io. Delle volte il caso…), gli abbracci di amiche non più virtuali, tè caldo e tante chiacchiere (perchè sono logorroica. E’ risaputo.).

Andare oltre gli schermi è il lusso più grande che possiamo concederci in questa epoca. E coltivare le proprie passioni è tanto liberatorio quanto necessario.

Sono felice.

 

Mudcake al cioccolato fondente 

Ingredienti per una torta da 20 porzioni

150 gr di cioccolato fondente – 400gr di zucchero- 250ml latte – 250gr burro – 100gr farina 00 – 100gr di farina autolievitante – 100 gr cacao amaro – 2 uova grandi 

In una pentola sciogliere il burro con lo zucchero, il cioccolato ed il latte senza portare a bollore. Far raffreddare il composto per circa 15 minuti e poi aggiungere gli ingredienti secchi ben setacciati. Mescolare ed infine unire le uova leggermente sbattute. 

Dividere l’impasto in due tortiere da 18/20 cm di diamentro precedentemente imburrati e infarinati. Cuocedere per circa un’ora a 160° forno statico preriscaldato.

Si tratta di una torta umida che non necessita ti abbondanti creme o farciture. Non occorre bagnarla. Consiglio di tagliare le porzioni facendo dei piccoli cubetti (a mo’ di brownies).

Io l’ho assemblata e ricoperta con un leggero strato di crema al mascarpone seguendo questa ricetta: Crema al Mascarpone

Segui Cotton Friday su

Io non ho intenzione di deluderti.

Non assomiglio ad una linea di contorno. Quella la disegnano gli stronzi come te.
Probabilmente sì, sarebbe molto facile esistere in una forma semplice e vagamente buona, probabilmente una.

Deluderti – Maria Antonietta

Non ho intenzione di deludere, di contro la vita è riuscita in pochi giorni a deludermi più e più volte. Ho discusso, mi sono arrabbiata molto, ho sofferto per diversi mali fisici e psicologici. Non sto ancora troppo bene. Ho molti pensieri per la testa e pochissime certezze. Una settimana da dedicare interamente all’uso buono dei social e alla realizzazione di progetti grandi e piccoli si è trasformata in un incubo senza fine e la verità è che ho rimpianto i libri e lo studio. Sono arrivata a venerdì esausta e affaticata, poi però durante il mio consueto zapping musicale per scoprire le nuove uscite, mi sono imbattuta in Deluderti, la dose di cinismo e ironia di cui avevo bisogno. Ho sorriso, ho sdrammatizzato le difficoltà ed ho confermato ciò che già sapevo, ma che a volte dimentico: non assomiglio ad una forma semplice e buona. Per stare bene a me servono tanto gli esercizi di statistica economica, quanto le torte. Tanto i fiori quanto i cuori splatter. Le ore di ripetizioni o babysitting e quelle stesa a far nulla. I concerti e le ore di reclusione in biblioteca. Creatività e razionalità. Non sono una cosa sola. Non ho definizione. Se mi concentro su un solo aspetto di me, impazzisco. Conoscermi appieno è complicato.

E mi vado benissimo così.

Deludere è un atto di coraggio e fiducia. Non è mia intenzione farlo, ma se è necessario a mostrarmi per come sono davvero, allora deluderò.

Buon lunedì.

_DSC7400

Quattro quarti alla vaniglia con crema al mascarpone

per la ricetta di questa torta, vi rimando ai post relativi alle “tecniche” per realizzare le Tortecoifiori.

Ecco i link

_DSC7467_DSC7474

Il rumore della vita

_DSC7184_DSC7256_DSC7259

Il rumore della pioggia nel pomeriggio

Le cicale a Luglio in un campeggio

Il suono del traghetto che entra in porto

La frenata prima del botto

La sirena dell’ambulanza in avvicinamento

Quella che si sente in guerra guardando in alto

L’urlo della folla in uno stadio

Il rumore della vita

 

Io non suonerò mai così

Posso giocare, intrattenere, far tornare il buon umore o lacrimare

Ma non suonerò mai così

Non è solo cosa diversa, è una battaglia persa

Alzo le mani

Alzo le mani- Fabi Silvestri Gazzè

 

Bundt Cake all’arancia e semi di papavero. Ricetta tratta da ‘Bundt cake: le antiche ciambelle’, l’ultimo libro di Monica Zacchia (link qui)

Buon 2018 analogico.

Ho scelto per tanti motivi di allontanarmi dai social per qualche tempo. Aranzulla mi ha dato una mano a capire come disattivare il proprio profilo Instagram e via: chiusa a chiave per un po’ la finestra sul mondo che 6 anni fa ho scelto di spalancare. È stata una scelta molto sofferta, ma l’ossessione da notifiche stava diventando una malattia. Sentivo di stare perdendo pezzi essenziali della mia vita perché troppo impegnata a riflettermi in faccia la luce forte dello schermo del mio iPhone. Durante i primi giorni mi sono sentita libera: in meno di 24h ho letto libri, dipinto, scritto su carta, ascoltato album a ripetizione ed ho pianto accorgendomi di quanto della nostra anima questi strumenti riescano a risucchiare. Trascorsi i primi giorni di condizione di libertà, mi sono imbattuta in sentimenti che non provavo da tempo e che pensavo di aver accantonato perché ormai ampiamente uscita dal terribile tunnel dell’adolescenza: la signora Noia e sua maestà la Solitudine. Quando non sapete proprio che fare, quando la testa è stanca per apprendere ciò che state studiando, quando avete riordinato persino l’ordine, quando avete letto tutti i libri che vi attendevano immobili nella libreria, quando siete usciti e poi tornati a casa, quando nessuno vi scrive (a onore del vero mi tocca ammettere che alcune persone mi hanno cercata per capire che fine avessi fatto, se stessi bene. Se sparisce il tuo avatar forse sei morto.) e voi -per non sembrare poveri stalker- non scrivete a nessuno, rimanete soli con voi stessi. Noia e solitudine. E tutto quel bel castello di apprezzamento ed autostima che nel tempo i like, i commenti, i messaggi privati pieni di ammirazione vi hanno aiutato a costruire va in frantumi. Briciole.
La noia e la solitudine di fatto sono condizioni imprescindibili per chi fa qualcosa di creativo. L’ispirazione sta tutta lì. Io ho più che altro avvertito ansia. L’idea per qualche torta mi è anche venuta, ma di quei momenti ho soprattutto in mente la sensazione di occlusione. Claustrofobia. Impossibilità di fuggire dal posto in cui stavo. Ed alla fine ho capito dove sta il problema: non sappiamo più che siano il qui e l’ora. Non sappiamo più stare al nostro posto con tutte le nostre cellule, tutti i nostri organi cuore e cervello inclusi. Siamo a casa eppure abbiamo la smania di andare a vedere che faceva ieri pomeriggio la Ferragni a Los Angeles. È tutto eterno perché male che ci vada resta online per 24h, altrimenti resta online per sempre. E si perde la bellezza dell’attimo. Di quello che vivi soltanto tu, per un istante in quel posto lì con le persone con cui ti trovi senza che nessuno fuorché i presenti lo sappia. “Sorridendo ti verrà da piangere/ a pensare quante volte nei momenti d’oro/ stavi pensando ad altro/ in un altro luogo con un altro tempo” canta Jovanotti in una sua nuova canzone. Non ci piace il posto in cui stiamo? Ci imbarazza la situazione in cui ci troviamo? Ci infastidisce la gente che abbiamo attorno? E via a scorrere il dito inghiottendo immagini di cui potremmo serenamente fare a meno. E siamo maledettamente curiosi. E siamo maledettamente esibizionisti. Instagram non più come mezzo per trasmettere il bello, ma come fine ultimo per ottenere pioggia di cuoricini. Ma voi lo sapete che ricevere una notifica produce lo stesso piacere cerebrale del cioccolato? Voi lo sapete che io in questi venti giorni mi sono sfondata di cioccolata? E sebbene Instagram mi abbia aiutato ad accantonare le mie insicurezze, sono diventata anche un po’ più antipatica. E allora forse era meglio tenermelo qualche timore in più.
Poi è finito il ciclo (questa idea della disattivazione dei profili l’ho chiaramente partorita in fase premestruale), è passata la depressione ed ho capito che condividere è comunque tra le cose più belle di questo pianeta. E che fare rete abbattendo distanze temporali e geografiche è il più grande miracolo che questa nostra epoca potesse regalarci. Però stiamo tutti molto calmi. Ché la vita scorre anche senza cellulare in mano. Che annoiarsi e sentirsi soli ci fortifica molto più di un commento gentile. Dosiamo ciò che condividiamo. Filtriamo i contenuti che scegliamo di buttare nell’etere e quelli che scegliamo di recepire. Rendiamo pubblico solo ciò che davvero vale la pena sia tale. Impariamo il lusso del “tenere per sè” per il bene nostro (chè domani custodiremo ricordi preziosissimi) e per il bene comune (dobbiamo rieducarci tutti ad essere meno impiccioni).
Analogico è la parola che ho scelto di abbinare al mio 2018. Di tanto in tanto chiuderò questa porta, di tanto in tanto lascerò entrare i miei ospiti. Avere successo su questa piattaforma dove la gente si fa la guerra e compra followers per sembrare meglio (di chi? cosa si vince? E poi questa è un’altra storia…) non fa per me. Catturare ogni tanto il bello, raccontare il buono, invece, può essere divertente. Ma è un gioco. Il mio posto nel mondo, la mia occupazione, la mia identità sono altro. I social mi sono utili soltanto per comunicarli a chi è lontano.

Bentrovati,
Elena

Qui una playlist spotify dal titolo “Elementou Umano” perché ritrovare umanità in questo mondo digitale è tutto ciò di cui abbiamo bisogno: PLAYLIST QUI

Cuori di pasta frolla|ricetta

“Cerco sempre biscotti rotti nella scatola,
scelgo sempre biscotti rotti.
Quante volte nonostante lo stesso sapore
ho preferito l’imperfezione.
Pescami e ricomponimi,
pescami e ricomponimi.

Quante volte nonostante lo stesso sapore
ho preferito la frastagliata unicità.”

Biscotti rotti – Erica Mou

Mi ha sempre fatto sorridere l’espressione “avere le mani di pasta frolla” per indicare la goffa incapacità degli arti superiori di trattenere le cose.

E se, di frolla, fossero i nostri cuori?

Cuori di pasta frolla

Il mio tagliabiscotti proviene da  QUI, 

Con questa ricetta otterrete biscotti molto resistenti che si prestano ad essere glassati o decorati. In questo caso ho fatto sciogliere dei candy melts rosa ed ho decorato con briciole di bastoncini di zucchero. Roba super kitsch… ci piace!

Ingredienti (per una trentina di cuori):

250gr di farina – 125gr di burro – 200gr di zucchero – 1 uovo grande – 1 bustina di vanillina – 1 pizzico di sale – cannella/zenzero a piacere

Procedimento:

Mescolare burro  e zucchero con la punta delle dita. A parte sbattere leggermente l’uovo ed aggiungerlo al burro insieme alla farina. Amalgamare ed impastare sino ad ottenere un panetto omogeneo. Lasciar riposare in frigorifero per un’ora. Sagomare i biscotti e cuocerli a forno statico a 160° per 8/12 minuti.

_DSC6762

 

 

Non chiamatelo Giveaway

Di recente ho raggiunto 5 mila follower su Instagram. I numeri, di per sè, non sono importanti, ma le anime che si celano dietro allo schermo sì. Moltissimo. E di alcune di loro non potrei più fare a meno.

Per ringraziarvi, ho deciso di rendervi partecipi di quello strano processo creativo che la mia mente mette in atto ogni qual volta devo preparare una nuova Tortacoifiori. Per di più Natale si avvicina e voi meritate un regalo.

Mi spiego meglio.

Come saprete, amo prendere ispirazione davvero da qualunque cosa: quadri, libri,  film, giornate storte, colori e -soprattutto- musica. Vi chiedo di consigliarmi con un commento sotto a questa foto su Instagram (il link qui!) una canzone che vorreste io trasformassi in torta. Selezionerò un brano, realizzerò una torta ad esso ispirata e la persona che me lo avrà consigliato riceverà un pacchetto contenente:

  • cuori di pasta frolla
  • scotch di carta colorati per attaccare al muro cartoline, foto e biglietti di concerti (per ritrovarvi in breve con una parete incasinata tipo quella di camera mia)
  • fiori eduli per guarnire i vostri piatti
  • Manuale Distruzione, l’album che contiene “Le Margherite Sono Salve” ovvero la canzone che ha ispirato la prima Tortacoifiori. E’ nato tutto da lì. E Levante lo sa.

Avete tempo fino al 14 dicembre per  comunicarmi la vostra canzone. Sorteggerò il “vincitore” tramite estrazione casuale.

Non sono necessari repost, invito amici, capriole o salti carpiati, ma se spargete la voce non mi offendo, perchè il bello è che più siamo, più musica nuova scopriremo. Non escludo la nascita di una Playlist Spotify a fine concorso.

Spero che l’idea vi piaccia.

Grazie di cuore per il supporto prezioso e costante.

Vi abbraccio,

Elena

 

Tortecoifiori: la bagna – la copertura – la decorazione

Buongiorno! Oggi (finalmente! – direte voi) concludo la serie di post dedicati alle “tecniche” utili per preparare le #tortecoifiori. Potete leggere gli articoli precedenti cliccando qui

_DSC3582

La bagna

Qualunque sia la base che scegliete di preparare e la farcitura che decidete di abbinarvi, è bene bagnare la torta al momento dell’assemblaggio. In un pentolino portate quasi a bollore dell’acqua insieme ad un paio di cucchiai di zucchero semolato. Mescolate un poco per far sciogliere bene lo zucchero e poi lasciate raffreddare la soluzione. Potete utilizzare la bagna così, oppure aromatizzarla con succo di limone o d’arancia, estratto di vaniglia o un liquore a vostro piacimento.

Forate il pan di spagna con i rebbi di una forchetta e con un cucchiaio versate la bagna in modo omogeneo su tutta la superficie avendo però l’accortezza di non “inzuppare” eccessivamente i bordi (altrimenti la torta si sgretola e diventa poi complesso “stuccarla” in modo uniforme).

Dopo aver bagnato la torta, potete procedere con la stesura della crema di farcitura.

La torta a questo punto è pronta per essere coperta.

_DSC3483

La copertura

Per coprire le torte in modo uniforme potete utilizzare qualunque crema morbida: frosting al formaggio, panna montata, ma anche la ganache di cui ho indicato la ricetta nella sezione dedicata alle farciture.

Quelle che utilizzo più spesso sono: crema al burro e crema al mascarpone.

  • Crema al burro: lasciate ammorbidire a temperatura ambiente 250 grammi di burro. Montatelo con delle fruste elettriche o una planetaria sino ad ottenere una consistenza “a pomata”. Aggiungete 500gr di zucchero a velo non vanigliato e mescolate ancora sino a che il burro non avrà completamente assorbito lo zucchero. Infine aggiungete due cucchiai di panna fresca o latte, un aroma (semi di una bacca di vaniglia, scorza di limone, liquore a vostra scelta…) ed eventualmente qualche goccia di colorante in pasta o gel. Mescolate ancora. La crema deve essere molto morbida e staccarsi facilmente dalle fruste elettriche.
  • Crema al mascarpone: ammorbidire 250gr di mascarpone con una planetaria sino a renderlo una crema. Aggiungervi 90gr di zucchero a velo e mescolare ancora. Infine unire 250gr panna fresca e mescolare (non troppo, altrimenti la panna potrebbe smontarsi).

Con questi quantitativi si ricoprono torte da 18/20cm di diametro. Dipende chiaramente da altezza della torta, spessore della copertura, tipo di decorazione (copertura semplice, decori con sac à poche…)

Il segreto per ottenere una copertura precisa è ricoprire la torta con uno strato abbondante (e non troppo perfetto!) di crema e solo successivamente rimuovere l’eccesso con l’aiuto di una spatola di acciaio o di un coltello grande a lama larga (non seghettato) tenendo fermo l’attrezzo e ruotando il piatto. A questo punto punto si intravederà parte del pan di spagna. Se vi piace un effetto rustico, potete passare alla decorazione, altrimenti lasciate riposare la torta in frigorifero per una mezz’oretta e poi procedete con una seconda -ed eventualmente terza- “stuccatura”.

_DSC5537

La decorazione

La decorazione è decisamente il momento della preparazione che più vi permette di esprimere la vostra creatività.

Io amo molto ispirarmi a musica, letture, immagini e tutto ciò che stimola la mia fantasia. Uso spesso macaron, perline di zucchero, biscotti, frutta. Mi piace creare semplici cake topper con gli stecchini di legno ad uso alimentare ai quali incollo delle targhette di cartoncino. Ed infine, aggiungo i fiori.

Io, lo confesso (Massari, Knam e pasticcieri tutti, perdonatemi!), uso qualunque tipo di fiore purchè non sia appiccicoso e sia molto resistente in modo da poterlo lavarle sotto il getto dell’acqua corrente. In commercio trovate comunque fiori eduli essiccati (nel reparto spezie dei negozi di alimentari più forniti) o freschi (si trovano facilmente presso i supermercati Esselunga).

 

 

Cupcakes al limone con frosting al mascarpone| AirWick Pure

Il mio amore per i fiori è ormai noto a tutti.

Amo tenerli freschi o secchi in casa. Mi piacciono stampati sulle lenzuola, sugli oggetti di cartoleria, sui vestiti. Adoro usarli come ornamento sulla tavola e sulle torte, naturalmente.

Amo il loro profumo, l’atmosfera che sanno donare ad ogni ambiente.

Qualche giorno fa sono stata invitata ai Bagni Misteriosi per la presentazione delle nuove fragranze AirWick Pure: fiori di ciliegio, profumo di primavera, agrumi del mediterraneo.

Ispirata proprio da quest’ultima, ho preparato dei dolcetti perfetti per questi primi pomeriggi d’autunno,  magari accompagnati da una tazza di tè.

_DSC6654

Cupcakes al limone con frosting al mascarpone

Ingredienti per 12 tortine

  • 2 uova
  • 90gr di zucchero
  • 90gr di farina
  • mezza bustina di lievito
  • 90 gr di burro
  • scorza e succo di un limone
  • 125 gr di mascarpone
  • 100 gr di panna fresca
  • 125 gr di zucchero a velo

Preriscaldare il forno statico a 150°.  Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve ferma. Mescolare lo zucchero con la scorza di limone per profumarlo e poi aggiungerlo ai tuorli. Montare tuorli e zucchero. Sciogliere il burro ed aggiungerlo poco a poco nell’impasto, alternando con la farina. Aggiungere il lievito ed il succo di limone. Mescolare ancora ed infine aggiungere gli albumi. Dividere l’impasto in 12 stampini per muffin e cuocere per 12 minuti a forno statico.

Preparare il frosting. In una planetaria, montare il mascarpone sino a renderlo cremoso. Aggiungervi lo zucchero e velo e mescolare poco. Aggiungere infine la panna fresca e mescolare a velocità media sino ad ottenere un composto liscio e spumoso.

Guarnire le tortine con un cucchiaio di crema al mascarpone e decorare con fiori edibili freschi o essiccati.

In inverno si può sostituire il limone con l’arancia ed aggiungere un pizzico di cannella o zenzero nel frosting.

_DSC6681

_DSC6673

Le fragranze AirWick Pure non contengono acqua, pertanto neutralizzano immediatamente gli odori senza lasciare aloni su mobili o tessuti. Sono dunque perfette per ogni tipo d’ambiente.

Questo post è stato realizzato in collaborazione con AirWick Pure.

www.airwick.it

 

 

Tortecoifiori: le farciture

Buongiorno a tutti,

avevo quasi dimenticato dell’esistenza di questo mio spazio nell’etere.

Torno per suggerirvi qualche farcitura indicata per ottenere torte alte e buonissime. Sebbene sia tanto criticata per il gusto molto dolce, al momento la crema al burro è la preparazione con cui mi trovo meglio per coprire le mie torte. Per questo motivo, cerco sempre di abbinare delle farciture acide e poco stucchevoli.

_DSC5071

Ecco quelle che uso più spesso.

Crema al limone
2 limoni grandi (buccia e succo) – 60gr di burro – 150gr zucchero – 2 uova – 1 cucchiaio di Maizena
Mettere tutti gli ingredienti in un pentolino. Dal leggero bollore, cuocere per 3 minuti. Filtrare la crema con un passino, per rimuovere scorza e semi del limone.

oppure

Ganache al cioccolato
200gr di cioccolato fondente – 125gr di panna liquida – 35gr di burro
Scaldare burro e panna in un pentolino senza portare a ebollizione. Aggiungere il cioccolato tagliato a pezzetti e mescolare sino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Una volta fredda, la ganache può essere usata così, oppure montata con fruste elettriche. Quest’ultima si presta per la copertura esterna delle torte.

oppure

Marmellate di frutta biologica con un’alta percentuale di frutta (sono perfette quelle agli agrumi o ai mirtilli!)