Sull’impazienza e la perseveranza.

4 pensieri su “Sull’impazienza e la perseveranza.”

  1. Serenata rap! mi merito il mio cuore di pastafrolla 🙂
    Cara Elena, è proprio così… ci vuole tempo, pazienza, dubbi, errori e soprattutto MAI paragonarsi agli altri, ognuno ha la sua storia e la sua strada da percorrere, solo così riusciremo a rispettare in primis noi stessi e a creare qualcosa di solido e concreto (e la favola dei tre porcellini ce lo insegano, solo la casa costruita di mattoni resiste al lupo, le altre crollano con poco…) un bacio e buona giornata!
    Franci.

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  2. Il trascorrere delle stagioni, con le sue trasformazioni, è un grande maestro. Siamo troppi abituati a divorare tutto, senza ricordare neanche più il gusto delle cose. Ci siamo smarriti per l’ansia da prestazione.
    E non è l’assenza – doverosa, necessaria – a far crollare tutto o al meglio la percezione di non avere fondamenta forti, piuttosto un meccanismo di numeri e associazioni, un cambiamento già in atto da fine novembre (mi riferisco a Instagram).
    Bisogna coltivare il proprio orto, perché il resto è una nebulosa, un dente di leone al primo passaggio di vento. E poi lo dici anche tu: il ritmo è lento.

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